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Edgar Maróstica

Versão Gramatical

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Bugia vincitrice del 15º Festival della Bugia di Nova Bréscia (RS) – Brasile

 

“Per essere un buon bugiardo di deve convincere ed essere convinto di quello che si parla”, spiega Edgar Marostica, il vincitore.


 

IL NONNO E LA SUA MULA

 

            Nel 1875 nel tempo della grande immigrazione italiana, mio bisnonno, di famiglia tradizionale  (bugiardi) ha perso la nave Sirio, la  nave degl’immigranti, che partiva da Genova per il Brasile. Cattivo come una bestia, lascia venire fuori due bestemmie, si mette contro le onde del mare con una gondola, portando insieme la bisnonna, i ventun figli e una figlina di una mula.

            Mio bisnonno in Italia era un molinaro. Aveva la medesima idea per fare in Brasile. Ha portato insieme diverse polente grandi per il viaggio. Siccome la bisnonna era una grande riproduttrice, dava latte, con il seno sinistro al nonno e con il seno destro alla muletta. Ancora aveva latte per tutta la famiglia, e diceva: “Polenta e latte sgonfia le culate”. Dopo novanta giorni in mare, quasi arrivando in Brasile trovano un brutto temporale; pioggia, tempesta, tuoni e fulmini. Il mare in furia! È venuto un’onda gigante ed ha ingoiato la gondoletta. Si sono salvati solo il nonno con tre anni e la mula. Sì ma dopo due notti e due giorni sono arrivati nella spiaggia: Il nonno sopra una polenta e con una mano stringeva la coda della mula che nuotava velocemente.

            In Brasile, ha ricevuto terra del governo nella sierra gaúcha, vicino il fiume Carreiro. Ha costituito la famigli e, con l’aiuto della mula, ha costruito un molino, che era la volontà del suo papà. Ha messo il nome: “Moinho Riograndense”. Ma, per far girare il molino, era bisogno acqua. Allora il nonno ha tagliato un pino di settanta metri d’altezza. Con la mula, lo ha trascinato fino a casa, dove lo ha scavato e fatto il canale per portare l’aqua dal fiume al molino.

            Passati cent’anni il legno si è marcito. Ma l’acqua era da tanto tempo che faceva questo cammino, che era già accostumata d’una maniera che non si è resoconto che mancava il canale e  continua passare e far girare il molino fino i giorni d’oggi. Se è tornata una attrazione turistica con questo striscio d’aqua! Si vede spesso un arcobaleno! Ma dico che è più bello vederlo nelle notti con il chiaro di luna.

            In una mattina, presto, mio nonno ha preso la mula per andar lavorare nel molino. Ha preso il roncone, quello che a volte si faceva la barba (di tanto che taglia bene). Quando è arrivato, ha lasciato la mula pascolare nel prato.

            Lui si mette a tagliare gli alberelli con il roncone. Nel primo colpo, vede una giararaca [serpente velenosa del Brasile] che alza la testa... Lui, con tutta l’anima, picchia la serpente con il roncone ben nell’orecchia.  Con il colpo, che ha fatto un gran rumore, il roncone si è rotto vicino il ferro e va via in giri... chep, chep, chep... verso la mula...

            La mula, con il rumore si spaventa ed alza la testa... Nel posto sbagliato e nell’ora sbagliata!... Eco, tagliato il colo! Cade la testa per terra, ma la mula rimane in piedi! In piedi e senza testa! E il sangue scorre con forza e piscia lontano... Il nonno disperato prese la testa nelle braccia e mi ha gridato: “Nino, portami la colla Tenax”.

            Sono andato a cercare e non ho trovato nulla. Ho gridato a nonno che non c’era più. E lui mi disse: “Prendi un po’ d’acqua e un po’ di farina del molino, fai una pasta e vieni subito!”.

            Quando sono arrivato, ho guardato mio nonno... Non lo avevo mai visto in quella maniera: sudava freddo, piangeva come un bambino!... Infatti era sua sorella di latte, che lo aveva salvato da piccolo, non poteva lasciarla morire...

            Ha cominciato passare questa pasta nel colo e mette sopra la testa. La stringe e comincia contare fino a dieci, intanto che si inginocchia... Guarda in alto e prega: “Signore, se la fede straporta montagne, questo colo ha di prendersi alla testa.” Ed ecco il miracolo! Ma, maledetta la fretta: si è taccato bene, ma con la testa in su... Era brutto di vedere!...

            Ma oggi si trova nel pascolo, sana e salva, ingrassata, fino con il canale sulla schiena. La mangia rami alti e freschi, frutti e, più che le piace, è il palmeto. E la beve acqua con facilità nel canale del molino.

            Oggi, quando sono uscito di casa, il nonno me ha detto: “Questa è la vera storia della mia vita, degna di vincere la serata. Fai attenzione di portarmi casa l’auto nuova. Così, presteremo la mula all’associazione dei produttori d’uva del Rio Grande do Sul per bruscar le vigne.

 

Con l’autorizzazione dell’autore: EDGAR MAROSTICA {traduzione: Sergio Rigo – Veranópolis (RS) – Brasile}

 

 

 

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